{"id":3009,"date":"2021-01-02T16:03:29","date_gmt":"2021-01-02T16:03:29","guid":{"rendered":"https:\/\/riabitarelitalia.net\/RIABITARE_LITALIA\/?p=3009"},"modified":"2021-03-26T14:12:50","modified_gmt":"2021-03-26T14:12:50","slug":"territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/riabitarelitalia.net\/RIABITARE_LITALIA\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/","title":{"rendered":"Territori da vivere. Quale turismo nelle aree interne?"},"content":{"rendered":"\n<p id=\"block-019102e0-ce22-4e17-84fa-ea3b4d1ad537\">di&nbsp;<em>Rossano Pazzagli<\/em><\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-7176797a-3491-405d-8bd5-343adec58924\"><strong>La storia del turismo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-104806c4-c9f8-498e-8b8d-62f1631814da\">Osservato in una prospettiva storica, il vasto fenomeno economico e sociale che noi chiamiamo \u201cturismo\u201d poggia su tre pilastri principali, che rappresentano altrettante esperienze di maturazione del settore e del suo indotto: i pellegrinaggi medievali, il grand tour (o viaggio culturale) dell\u2019et\u00e0 moderna, le terme e la balneazione. La religione, il sapere e l\u2019acqua a scopo salutistico sono state dunque le spinte originarie. Da queste forme prototuristiche derivano sostanzialmente gli altri turismi dell\u2019et\u00e0 contemporanea: marino, montano, culturale, religioso, ambientale, ecc.&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_edn1\">[1]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<div id=\"block-e08ffb4f-6c18-46ca-b0c9-172a5fd3bf42\" class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/aree-interne-borghi-turismo-1024x683.jpg\" alt=\"aree-interne-borghi-turismo-1024x683.jpg (1024\u00d7683)\" width=\"768\" height=\"512\"\/><figcaption>Turismo nei paesi delle aree interne (da&nbsp;<em>Economia della bellezza)<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p id=\"block-7d4ad394-266b-43ae-a3ef-96125ea752b1\">Il turismo nella sua forma pi\u00f9 matura \u00e8 un prodotto dell\u2019et\u00e0 moderna, che nasce tra XVII e XIX secolo, acquistando gradualmente le caratteristiche che oggi gli riconosciamo: organizzazione dei luoghi, accoglienza e ospitalit\u00e0, promozione, connessione con la disponibilit\u00e0 di reddito e tempo libero, rilevanza dei trasporti e delle comunicazioni. In larga parte possiamo dire che esso \u00e8 figlio dell\u2019industrializzazione, nel senso che \u00e8 soprattutto grazie alla rivoluzione industriale che si determinarono le condizioni per una estensione della pratica turistica dalle \u00e9lite a stati sempre pi\u00f9 ampi di popolazione; da privilegio di pochi, le vacanze e i viaggi a scopo di piacere divennero cos\u00ec un\u2019esperienza di molti.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-bc3f1889-4018-40ed-99c1-59fd7f89fce4\">La stessa parola \u201cturismo\u201d non esisteva prima del XVII secolo. Essa compare verso la fine del \u2018600, in piena et\u00e0 barocca, per poi diffondersi nel corso del \u2018700 abbinata essenzialmente al concetto di&nbsp;<em>grand tour<\/em>, cio\u00e8 il lungo viaggio in Francia e in Italia che i rampolli della nobilt\u00e0 e dell\u2019alta borghesia inglese ed europea effettuavano per completare la loro formazione. Ma ci\u00f2 non significa \u2013 come abbiamo detto \u2013 che prima di allora non esistessero pratiche e comportamenti assimilabili al fenomeno turistico e che possiamo sicuramente considerare come forme di prototurismo. Questo appare evidente se consideriamo che oggi, secondo la definizione dell\u2019UNWTO (<em>United Nations World Tourism Organization<\/em>), il turismo \u00e8 l\u2019azione svolta da coloro che viaggiano e visitano luoghi a scopo di svago, riposo, conoscenza e istruzione; di conseguenza il turista \u00e8 una persona che si allontana di una certa distanza e per un certo periodo (grosso modo: da almeno una notte a non pi\u00f9 di un anno) dal luogo di residenza abituale per scopi diversi dall\u2019esercizio di ogni attivit\u00e0 remunerata all\u2019interno della localit\u00e0 visitata&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_edn2\">[2]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-d910745c-e4ef-4d67-ab44-a3bf434b4353\">Il turismo significa spostamento, mobilit\u00e0, soggiorno, andata e ritorno. Ma quella tra viaggio e turismo non \u00e8 un\u2019equazione perfetta. Il viaggio \u00e8 vecchio quanto la storia dell\u2019uomo sulla terra, ma solo quando esso \u00e8 mosso da ragioni diverse da uno stato di necessit\u00e0 (come la ricerca del cibo, il lavoro, la sicurezza, ecc.) o da un preciso status istituzionale o professionale (diplomatici, militari, mercanti\u2026), allora si pu\u00f2 parlare di turismo, o di prototurismo se ci riferisce alle epoche pi\u00f9 remote.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-8c14462d-769f-4e91-b737-df5941f2ec23\">Nel corso del tempo il turismo ha assunto molteplici forme, ciascuna sorretta da motivazioni diverse: dal desiderio di conoscere a quello di divertirsi, dalla testimonianza della fede religiosa al bisogno di curare la salute. Esso ha dovuto confrontarsi con problemi economici, sociali e ambientali, ma \u00e8 stato anche un potente strumento culturale, fino a diventare un settore trainante dell\u2019economia in molti Paesi del mondo, generando speranze e preoccupazioni con le quali dobbiamo fare i conti nell\u2019epoca attuale.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-38e923f3-3f17-4bd7-b5c0-3101b79b430e\">Con l\u2019industrializzazione vennero ampliandosi le possibilit\u00e0 di viaggiare, legata alle mutate condizioni di reddito e alla disponibilit\u00e0 di tempo libero. Il primato inglese nell\u2019origine del turismo moderno (da quello culturale a quello balneare) conferma in modo inequivocabile l\u2019esistenza di un nesso abbastanza stretto tra industria e turismo, nel senso che sono stati i Paesi in cui si era sviluppato un significativo settore industriale a conoscere per primi l\u2019organizzazione di funzioni e servizi collegati ai viaggi e alle vacanze. Anche in Italia lo sviluppo delle prime organizzazione turistiche e l\u2019affermazione del turismo di massa hanno coinciso sostanzialmente con le due grandi onde dell\u2019industrializzazione nazionale: quella dell\u2019et\u00e0 giolittiana a cavallo tra \u2018800 e \u2018900 e quella del boom economico successivo alla met\u00e0 del secolo XX&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_edn3\">[3]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-21160965-c365-45d5-bd14-ea78c769e011\">&nbsp;<strong>Dal turismo di massa al turismo dell\u2019esperienza<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-33f02308-e1f5-4efe-89a0-80bc9a447259\">Dopo la fase prototuristica e quella del turismo moderno, si sono venuti affermando nel corso del \u2018900 il turismo di massa e il turismo globale, con la concentrazione dei flussi in mete privilegiate e la sua specializzazione settoriale&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_edn4\">[4]<\/a>. L\u2019approccio massificato e globale ha semplificato e marginalizzato le realt\u00e0 locali: cos\u00ec, mentre sono enormemente cresciute le possibilit\u00e0 di spostamento e di viaggio, i territori come i cittadini si sono ritrovati per molti aspetti lontani dai centri di potere e dalle sedi delle decisioni che pure li riguardano, spinti ai margini del processo di sviluppo dominante. Ci\u00f2 \u00e8 stato un danno molto grande per un Paese come l\u2019Italia, caratterizzato da una grande variet\u00e0 di situazioni regionali e locali, la cui identit\u00e0 \u00e8 costituita per un tratto essenziale proprio dalla presenza diffusa di un patrimonio culturale, prodotto del passato, solo in parte conservato nelle grandi citt\u00e0 e nei musei e che \u00e8 possibile incontrare nelle piccole citt\u00e0 e nelle campagne.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-906c17af-9609-4021-a104-bc42088f6587\">Si \u00e8 fatto tuttavia strada, negli ultimi decenni un turismo meno polarizzato, basato sulla differenziazione e la personalizzazione, che \u00e8 stato chiamato postmoderno. Questa nuova fase \u00e8 \u201csegnata dalla riscoperta del territorio\u201d e da nuove generazioni di turisti, dal gastronauta all\u2019escursionista, che \u00e8 venuta concretizzandosi specialmente dagli anni \u201880 con il diffondersi di parchi letterari, strade del vino e del gusto, sentieri benessere e della natura e con le sempre pi\u00f9 numerose proposte delle associazioni enogastronomiche&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_edn5\">[5]<\/a>. \u00c8 quello che potrebbe essere definito come&nbsp;il&nbsp;<em>nature-based<\/em>&nbsp;<em>tourism<\/em>&nbsp;richiamato recentemente da Alessandro Simonicca su questa rivista&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_edn6\">[6]<\/a>. Il reticolo dei borghi, le zone rurali, i sentieri, i tratturi sono cos\u00ec venuti configurandosi nell\u2019insieme come lo spazio ideale per un turismo sostenibile al quale si sono date numerose definizioni: lento, responsabile, consapevole, esperienziale. In questa ottica anche le tradizioni e i modi di vita sono divenuti elementi attrattivi, insieme a tutte le altre risorse, nella cornice della risorsa apicale costituita dal paesaggio.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-cd92caf8-4a3b-4e93-b1a5-583215faac70\">Collegando la storia, la cultura e la societ\u00e0, emerge in particolare per le aree interne, una gamma di luoghi e situazioni nelle quali \u00e8 possibile beneficiare di uno&nbsp;<em>heritage&nbsp;<\/em>inteso come patrimonio territoriale (culturale e ambientale), che comprende una commistione di elementi tangibili o intangibili: edifici e monumenti storici, siti produttivi, paesaggi tradizionali, ecosistemi, eventi, pratiche popolari e stili di vita. Occorre dunque promuovere la conoscenza e la coscienza di questo patrimonio e della sua importanza come risorsa esclusiva e non riproducibile, collegato alla pratica dell\u2019<em>edutainment<\/em>&nbsp;(education and entertainment) o turismo culturale&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_edn7\">[7]<\/a>&nbsp;e che l\u2019Unesco ha sancito a partire dagli anni \u201870, definendo ufficialmente il \u201cbene culturale\u201d e includendo nel patrimonio culturale anche luoghi e siti di particolare interesse legati alla vita economica e sociale&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_edn8\">[8]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-91a11868-3de7-4b55-8e6b-997e0b0880c8\">Su tali basi \u00e8 necessaria una riflessione sul turismo, su quali forme privilegiare e su quali segmenti della ricettivit\u00e0 insistere al fine di promuovere un turismo a misura d\u2019uomo, che eviti il consumo irreversibile delle risorse e favorisca l\u2019incontro con l\u2019ambiente e la vita locale. Azioni come l\u2019integrazione settoriale, l\u2019allungamento della stagione, un mercato del lavoro pi\u00f9 qualificato e meno precario e l\u2019accoglienza del turista in un ambiente di qualit\u00e0, sperimentando su scala locale la formula del&nbsp;<em>learning and pleasure&nbsp;<\/em>che rappresenta lo spirito originario nella storia del turismo, divengono in questa ottica strategia di base per una ricollocazione del turismo entro gli orizzonti della sostenibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-c0c88052-dfdd-4a7a-a5c3-8a875c59a97b\">Il turismo sostenibile, definito nella Carta di Lanzarote fin dal 1995, ripropone gli stessi principi del pi\u00f9 generale sviluppo sostenibile, cio\u00e8 quelli riconosciuti nel&nbsp;<em>Rapporto Bruntland&nbsp;<\/em>del 1987: uno sviluppo in grado di soddisfare le necessit\u00e0 delle generazioni presenti senza compromettere la possibilit\u00e0 per le generazioni future di soddisfare le loro, fondato sul rispetto della triade economia-societ\u00e0-ecologia e su un uso delle risorse in maniera compatibile con le esigenze della loro salvaguardia&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_edn9\">[9]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-70493864-4dd7-4487-aae2-943e67a32471\">Nel turismo le risorse sono innanzitutto il patrimonio naturale e quello culturale, dei quali il paesaggio sintetizza in sommo grado il valore, frutto del processo storico basato sull\u2019incontro complesso e incessante tra uomo e natura, dove entrambi gli elementi sono da considerare finalmente soggetti attivi e non l\u2019uno dominante sull\u2019altra. Si tratta di una prospettiva che necessita quindi di politiche coordinate di conoscenza, tutela e valorizzazione del patrimonio, rispettando l\u2019ordine consequenziale dei termini ed evitando improvvide quanto frequenti valorizzazioni senza tutela o tutele senza conoscenza. Ci\u00f2 implica un consistente ripensamento e riorganizzazione dell\u2019offerta turistica. Ma richiede anche di interrogarci sulla domanda, in particolare sul mutamento della domanda turistica. La fase che stiamo attraversando sta conoscendo un tendenziale passaggio dal turismo di massa al turismo dell\u2019esperienza, cio\u00e8 ad un approccio con le realt\u00e0 visitate pi\u00f9 attento alla qualit\u00e0 della vita, ai comportamenti, alle tradizioni, alle diversit\u00e0 ambientali e culturali, alle specifiche identit\u00e0 nelle quali immergersi per qualche giorno o per qualche settimana. Si tratta di un mutamento che pu\u00f2 ridare valore e attrattivit\u00e0 a tutte quelle realt\u00e0 \u2013 regioni o territori locali \u2013 ingiustamente marginalizzate dallo sviluppo del turismo di massa, dalla industrializzazione e dalla eccessiva specializzazione del settore turistico.<\/p>\n\n\n\n<div id=\"block-4328f664-704d-4823-a939-1206d12d9d39\" class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Trivento-uno-dei-comuni-dove-si-%C3%A8-svolta-lindagine-foto-R.-Pazzagli.jpg\" alt=\"Trivento-uno-dei-comuni-dove-si-\u00e8-svolta-lindagine-foto-R.-Pazzagli.jpg (905\u00d7679)\" width=\"679\" height=\"509\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" class=\"lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 679px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 679\/509;\" \/><figcaption>Trivento, uno dei comuni dove si \u00e8 svolta l\u2019indagine (ph. Rossano Pazzagli)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p id=\"block-7d71128a-9eef-467e-9d9f-14e51dbad789\"><strong>Patrimonio territoriale e turismo nelle terre dell\u2019obl\u00eco<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-b1344b9a-dc72-463b-b039-bfc98ed9e227\">Le aree interne non sono un\u2019espressione geografica, ma una condizione esistenziale del territorio, ovunque si trovi. Sono tutte quelle zone, a cominciare dalla montagna, ma non solo, trascurate, dimenticate e marginalizzate dal processo di sviluppo dell\u2019et\u00e0 contemporanea. Terre rese invisibili da una modernizzazione stanca, campagne e paesi vittime dell\u2019abbandono e dello spopolamento, un\u2019Italia pulita e senza voce in cerca d\u2019un riscatto, necessario non solo per risollevare la condizione delle zone interessate, ma utile anche in senso pi\u00f9 generale per indicare nuove strade di fronte alla crisi strutturale del modello di sviluppo novecentesco, che ha finito per concentrare la popolazione e l\u2019economia nelle citt\u00e0 e lungo le coste, trascurando i territori rurali e montani, le diffuse colline e le valli interne&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_edn10\">[10]<\/a>. Il turismo sostenibile, diverso dai clich\u00e9 monoculturali del turismo di massa, pu\u00f2 essere una delle gambe della rinascita territoriale di una parte vasta del Bel Paese.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-a64ba9f8-62f5-4c33-a0c1-750946bb3b09\">Prendiamo l\u2019esempio della porzione di territorio compresa tra i fiumi Trigno e Biferno, in Molise, lontana dai flussi turistici massificati delle citt\u00e0 d\u2019arte e delle destinazioni conclamate dei litorali o delle rinomate localit\u00e0 montane. Il Molise \u00e8 una piccola regione dell\u2019Italia del Sud-Est, un\u2019area mediterranea, ponte tra occidente ed oriente, una cerniera tra nord e sud: le \u201cterre dell\u2019obl\u00eco\u201d, come in certi momenti della storia sono state chiamate&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_edn11\">[11]<\/a>, e come si \u00e8 sostanzialmente continuato a pensare nell\u2019Italia contemporanea. Una terra dove lo sviluppo \u00e8 arrivato poco e a balzi, con un\u2019identit\u00e0 debole e difficile da definire; un\u2019area soggetta a spopolamento e svuotamento e che quindi rende necessario aprire le porte a nuovi percorsi di conoscenza e di governance per reagire ai processi di marginalizzazione e stimolare fenomeni di rinascita territoriale.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-45f61e1f-784d-4125-ba14-90fc582ce567\">Su quest\u2019area un\u2019equipe di studiosi, prevalentemente geografi coordinati da Monica Meini, ha effettuato una analisi e una valutazione del potenziale turistico, raccogliendo in un volume i risultati della ricerca&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_edn12\">[12]<\/a>. Si tratta di un\u2019esperienza che mostra un fruttuoso incontro tra Universit\u00e0 e territorio, tra la ricerca esperta e le comunit\u00e0 locali, in una logica di integrazione tra lavoro scientifico e impegno civile, con l\u2019obiettivo di definire le linee programmatiche per lo sviluppo turistico del territorio secondo modalit\u00e0 partecipative e&nbsp;<em>place based<\/em>. Un lavoro che, per queste caratteristiche, assume un valore paradigmatico, sia sul piano metodologico che su quello dei contenuti, per tante altre aree del territorio italiano.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-db3f2500-d146-492f-a31e-7007a6879b42\">Questo progetto aveva come obiettivo lo studio, la tutela e la valorizzazione del patrimonio territoriale, con l\u2019individuazione di percorsi di sviluppo locale incentrati sulla fruibilit\u00e0 turistica del territorio, tramite attivit\u00e0 di ricerca, disseminazione e costruzione di un processo partecipativo per la valorizzazione turistica del territorio.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-fc54d73a-1d3a-4213-98ec-e2e855a84f12\">La definizione delle basi strategiche per uno sviluppo turistico deve partire da una conoscenza del patrimonio territoriale e dalla sua trasformazione in buone pratiche per la realizzazione di un\u2019offerta integrata e per una partecipazione attiva della popolazione locale. Il primo obiettivo raggiunto dalla ricerca \u00e8 stato proprio questo: far emergere la ricchezza e le potenzialit\u00e0 di territori resi marginali, con l\u2019individuazione di un set di risorse significativo (in tal caso costituito da ben 500 elementi di interesse, suddivisi in 22 categorie) utilizzabili ai fini del turismo sostenibile. Ne \u00e8 risultata una preponderanza dell\u2019enogastronomia, ma con una forte incidenza anche del patrimonio paesaggistico, architettonico e demoetnoantropologico. Si tratta di un patrimonio diffuso, radicato in un\u2019area per sua natura policentrica, con deboli dotazioni infrastrutturali di tipo moderno, afflitta da un pluridecennale declino demografico.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-76aa12d2-a6f8-482e-835e-259ba3d2b491\">Come fare a mettere in valore questo insieme di risorse in un contesto con tali caratteristiche? Il coinvolgimento delle comunit\u00e0 e il rafforzamento della governance territoriale, finalizzato in primo luogo allo sviluppo di una economia endogena e non eterodiretta, con la conseguente affermazione di una coscienza di luogo, appaiono le prime risposte che consentono, tra l\u2019altro, di far riemergere un capitale umano che sembrava ormai spento, sopito o disperso.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-ebf4c12c-3bad-47da-8d66-162f3bc60846\">Un Molise che esiste dunque, come esistono le migliaia di borghi e contrade italiane che dalle Alpi alla Sicilia hanno conosciuto l\u2019abbandono, un\u2019Italia dei margini che deve tornare al centro dell\u2019attenzione, un paesaggio fragile da recuperare e reinterpretare. La ricerca mostra che in questi luoghi il patrimonio territoriale c\u2019\u00e8, che si pu\u00f2 conoscere e misurare, anche se quasi sempre pesa l\u2019assenza di una visione strategica e non mancano i rischi di colonizzazione culturale. Accanto al patrimonio territoriale, costituito dall\u2019insieme delle strutture di lunga durata prodotte dalla coevoluzione fra ambiente naturale e insediamenti umani, di cui \u00e8 riconosciuto il valore per le generazioni presenti e future&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_edn13\">[13]<\/a>, \u00e8 rimasta sovente un\u2019identit\u00e0 o pi\u00f9 genericamente un senso di appartenenza ai luoghi (a volte anche di orgoglio), ma quasi sempre condito purtroppo dalla sfiducia e dalla rassegnazione. Ecco perch\u00e9 la metodologia della ricerca-azione diventa particolarmente idonea ad incidere sui processi di inversione di rotta, ad aiutare le comunit\u00e0 locali a ritrovare s\u00e9 stesse e, dove necessario, a rigenerarsi, a comprendere che \u00e8 il tempo delle specificit\u00e0, non dell\u2019omologazione.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-d46efb05-0fd5-4266-8151-ed567dde68fc\">Dal punto di vista pi\u00f9 strettamente turistico, occorre guardare alla sostenibilit\u00e0 dei flussi, pi\u00f9 che al loro trend quantitativo. Quello a cui puntare deve essere un turismo diffuso, lento, destagionalizzato, di tipo esperienziale, rispettoso delle peculiarit\u00e0 locali e delle relazioni tra comunit\u00e0 e paesaggio, basato prima di tutto su una coerente integrazione della pluralit\u00e0 di risorse presenti. Il territorio molisano, non toccato dai grandi flussi turistici di massa e dalle infrastrutture che altrove hanno stravolto l\u2019ambiente e ferito il paesaggio, ha in linea generale conservato ci\u00f2 che oggi \u00e8 indispensabile per attivare in concreto \u201cun turismo sostenibile di qualit\u00e0\u201d. Per\u00f2 occorrono consapevolezza, riconoscimento delle risorse locali e politiche di sistema, valorizzazione delle specificit\u00e0 e delle differenze. Solo cos\u00ec sar\u00e0 possibile trovare elementi caratterizzanti, tratti forti utili anche per comunicare il territorio, per attivare una coerente narrazione di&nbsp;<em>quello che c\u2019\u00e8<\/em>, uno&nbsp;<em>story-telling<\/em>&nbsp;che diventa&nbsp;<em>place-telling<\/em>, cio\u00e8 racconto dei luoghi; proprio ci\u00f2 che sul piano antropologico Simonicca ha sintetizzato nell\u2019espressione \u201cidentit\u00e0 narrativa dei luoghi\u201d&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_edn14\">[14]<\/a>. Come osserva Monica Meini, per creare attrattivit\u00e0, gli elementi territoriali naturalmente presenti devono essere accompagnati da significati che derivano dal processo di territorializzazione, mediante il quale una societ\u00e0 organizza e gestisce un territorio imprimendovi valori che lo trasformano in un nuovo ecosistema utile ai propri fini in base ad un progetto&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_edn15\">[15]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-3d59b626-3c9a-4722-b4b7-bf612d5b7d62\">Lo sviluppo del turismo non pu\u00f2 essere separato dalla promozione della qualit\u00e0 della vita delle comunit\u00e0 insediate. Solo cos\u00ec le \u201cterre incognite\u201d potranno tornare ad essere visibili, una visibilit\u00e0 culturale e sociale, prima ancora che turistica. I temi dell\u2019identit\u00e0, dell\u2019attrazione, dell\u2019accessibilit\u00e0 e della comunicazione diventano quindi essenziali per definire una strategia che deve svilupparsi attorno a due assi principali: il territorio e il sapere. La necessit\u00e0 di combinare saperi esperti e saperi contestuali, capitale economico, sociale e territoriale, la guida di oculate amministrazioni locali, che sappiano operare con autonomia ma in una cornice di cooperazione istituzionale, e la partecipazione attiva degli abitanti risultano gli strumenti primari per trasformare una situazione di marginalit\u00e0 e di abbandono in occasione di sviluppo sostenibile che punta sulle risorse endogene. Questa prospettiva richiede una forma di governance orizzontale e partecipata, che punti alla valorizzazione delle risorse patrimoniali (dai prodotti ai monumenti, dalla natura al paesaggio, dalle feste alle tradizioni), contrastando l\u2019abbandono o la dismissione degli edifici pubblici, la perdita di terreni agricoli, l\u2019indebolimento delle relazioni sociali e dei valori culturali, la rarefazione delle forme produttive e la semplificazione del paesaggio. Il ritorno al territorio non \u00e8 un salto all\u2019indietro, ma un laboratorio di futuro nel quale sperimentare nuove economie e un turismo diverso: non il turismo di massa (quello che si misura con l\u2019entit\u00e0 dei flussi degli arrivi e delle presenze), ma quello dell\u2019esperienza o della saggezza, che guarda alla qualit\u00e0 e alla sostenibilit\u00e0 in una logica di partecipazione sociale e di integrazione territoriale.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-ef6f5818-a7e4-4c67-9ce1-585c951634d5\"><strong>Il Molise dei paesi e dei tratturi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div id=\"block-ad607ff9-d5f8-4f03-8996-801dd7f5c123\" class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/2Civitacampomarano-foto-R.-Pazzagli.jpg\" alt=\"2Civitacampomarano-foto-R.-Pazzagli.jpg (892\u00d7669)\" width=\"669\" height=\"502\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" class=\"lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 669px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 669\/502;\" \/><figcaption>Civitacampomarano (ph. Rossano Pazzagli)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p id=\"block-d551e7ea-9263-4047-89d6-78ace413e910\">\u00abAttirare i turisti \u00e8 un desiderio del Molise. \u00c8 un desiderio che riscuote il consenso, perch\u00e9 il Molise \u00e8 tra le plaghe pi\u00f9 segrete, profonde e meno conosciute del nostro Paese\u00bb&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_edn16\">[16]<\/a>. Sembrano parole di oggi, invece le pronunci\u00f2 Guido Piovene alla met\u00e0 degli anni \u201850 del \u2018900, durante il suo&nbsp;<em>Viaggio in Italia<\/em>, un reportage realizzato per la RAI, trasmesso alla radio tra il 1953 e il 1956 e diventato poi un libro ancora utile per capire le risorse, i guai, i vizi, i nodi di quell\u2019Italia stretta tra la ricostruzione e il boom economico, tra lo sviluppo di alcuni poli urbani e l\u2019abbandono di tanti territori del Sud e dell\u2019Italia interna. Problemi che ritroviamo in buona parte ancora irrisolti nella nostra epoca convulsa e tormentata, densa di squilibri territoriali che inevitabilmente si traducono anche in disuguaglianze sociali.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-4c87c8b8-7ea3-453a-a007-35b2e8f10383\">Con quella frase sul turismo si apre il capitolo che Piovene dedic\u00f2 al Molise quasi 70 anni fa. Piovene era un veneto, giornalista e scrittore; tendeva a guardare il sud con gli occhi del nord e aveva il pallino dei paragoni. In un celebre passo egli paragon\u00f2 il Molise alla Scozia e all\u2019Irlanda, mentre i monti della Calabria gli sembravano i paesaggi trentini e addirittura della Scandinavia, come se ai suoi occhi l\u2019estremo Nord riaffiorasse sulla punta meridionale della penisola italiana. In Molise Piovene ebbe l\u2019impressione di trovarsi immerso nello sfondo di un dramma shakespeariano. Lui pensava al Macbeth, a noi forse viene in mente anche il dilemma amletico, verso cui ci ha spinto in questi anni il tormentone dell\u2019esistere o non esistere, che in una ormai celebre scritta su un muro di Civitacampomarano fa rima con resistere. Il Molise \u00e8 uno sfondo ideale per i piedi e per gli occhi, un territorio da camminare e ammirare, una piccola regione dai vasti orizzonti che spingono a pensare alla linea lunga del tempo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-1 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:100%\"><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/riabitarelitalia.net\/RIABITARE_LITALIA\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/61bze4w3GhL-214x300-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3013 lazyload\" width=\"214\" height=\"300\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 214px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 214\/300;\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Questo richiamo a Piovene fa un certo effetto oggi, in tempi in cui si parla sempre, anche troppo forse, di turismo, specialmente a valle di un\u2019estate in cui i turisti hanno frequentato come mai prima la regione. Lo stesso aumento di frequentazione si \u00e8 registrato in tante aree interne italiane, nelle campagne e nei paesi che a volte si sono trovati perfino impreparati per una inaspettata accoglienza. Non si \u00e8 trattato pi\u00f9 soltanto del cosiddetto turismo di ritorno da parte di figli o nipoti di questa terra cos\u00ec massicciamente colpita dall\u2019emigrazione lungo pi\u00f9 di un secolo. \u00c8 un fenomeno diverso, mosso dal tendenziale cambiamento della domanda turistica (dal turismo di massa al turismo dell\u2019esperienza, appunto) emerso negli ultimi decenni e accelerato dalla pandemia reale e mediatica del 2020. Questa ha mostrato al mondo la maggiore salubrit\u00e0 delle aree interne, dei paesi e delle campagne nelle regioni pi\u00f9 appartate, sostanzialmente estranee al modello di sviluppo basato sulla concentrazione urbana e sul consumismo\u00a0<a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_edn17\">[17]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p id=\"block-9604565b-2970-4ce0-bcd3-f852257644f5\">Per restare al Molise, dal Matese all\u2019Alto Molise, dal Fortore alle Mainarde c\u2019\u00e8 stata pi\u00f9 gente, specialmente durante l\u2019estate; pi\u00f9 auto hanno percorso le strade del vecchio Contado, spesso dissestate ma sempre beatamente solitarie. Senza ingorghi, senza affanni, i paesi sono tornati per qualche settimana a ripopolarsi non solo di \u201cpropri\u201d figli tornanti, ma di tanti altri italiani e anche qualche straniero che ha sfidato i vincoli di spostamento connessi al covid. I paesi hanno assistito quasi increduli al riempimento, fino ad esaurimento dei posti, delle proprie scarse strutture ricettive, all\u2019affollarsi discreto di ristoranti e agriturismi, alle domande dei viaggiatori pi\u00f9 audaci che cercando il tratturo trovano solo i cartelli che lo indicano, senza poterlo individuare.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-28cdb0ca-9026-4468-b2a0-d08777d091e0\">Il neoturista, o turista esperienziale, si ritrova qui in un territorio dal volto rugoso e accogliente, dove ogni volta che si abbandona la via principale per salire o scendere a un bosco o a una sorgente, ci viene incontro il mosaico verde e giallo di pascoli e stoppie; dove ogni volta che scorgi un paese, dietro una curva o dall\u2019alto di un colle, questo sembra mettersi in posa, non tanto per farsi fotografare, quanto per esprimere la duplice ansia dell\u2019abbandono e della voglia di rinascita. \u00c8 necessario riflettere su questo fenomeno recente, mosso prevalentemente o accelerato dalla pandemia. Intanto dobbiamo fare in modo che questa scoperta transitoria legata all\u2019emergenza, sia per tutti non solo l\u2019occasione per convincersi dell\u2019esistenza delle aree interne, ma soprattutto per pensare alla ricchezza e alla bellezza di queste terre autentiche, dissonanti, tradizionali ma al tempo stesso aperte al nuovo, culle di civilt\u00e0 e vittime dell\u2019abbandono.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-f837acd6-2b85-4086-902c-f261a1e60338\">L\u2019emergenza sanitaria, pi\u00f9 che le politiche o le strategie promozionali, ha spinto tante persone a conoscere i margini del Paese ed apprezzarne i suoi valori, le sue potenzialit\u00e0. Facciamo di necessit\u00e0 virt\u00f9, in modo che non resti un\u2019estate provvisoria, emergenziale appunto. Ci\u00f2 vale per tutti: per chi \u00e8 venuto e per chi \u00e8 restato, per i giovani e per gli operatori, per gli esperti e gli studiosi; e soprattutto per i politici, che devono essere attenti non solo a promuovere, ma anche a governare il fenomeno, domandandosi in primo luogo \u201cQuale turismo?\u201d, provando a disegnare un modello proprio, senza meccaniche repliche altrui. L\u2019obiettivo generale dovr\u00e0 essere quello di riuscire a fare turismo senza diventare una destinazione turistica nel senso classico del termine. \u00c8 questa la sfida che ci attende, anche riprendendo la lontana suggestione di Piovene, tornando a inserire regioni come il Molise, emblema delle aree interne, in quel personale&nbsp;<em>viaggio in Italia<\/em>&nbsp;che ciascuno di noi a suo modo dovrebbe fare nella vita.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-c6e61f98-7eae-405c-9fe6-e438f194e36b\">Il ritorno al territorio non \u00e8 un salto all\u2019indietro, ma un laboratorio di futuro nel quale sperimentare nuove economie e un turismo diverso: non il turismo di massa (quello che si misura con l\u2019entit\u00e0 dei flussi degli arrivi e delle presenze), ma quello dell\u2019esperienza o della saggezza, che guardi finalmente a quello che c\u2019\u00e8, non a quello che manca. Per questo occorre affermare una visione che rimetta al centro il territorio e il paesaggio in una prospettiva locale che non significhi localismo e separatezza, ma visione d\u2019insieme e integrazione.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-c48b94ae-c199-4794-9cb9-252803cefe02\">Per ritornare alla storia, potremmo concludere con la necessit\u00e0 di costruire e promuovere itinerari territoriali che prefigurino una sorta di&nbsp;<em>grand tour&nbsp;<\/em>democratico: non pi\u00f9 quello delle corti e delle capitali, ma dei mille e mille luoghi di cui \u00e8 ricco il territorio italiano, specialmente nella sua parte interna, cos\u00ec estesa che in certe regioni arriva fino al mare. Un&nbsp;<em>tour&nbsp;<\/em>grande non perch\u00e9 lungo, ma perch\u00e9 diffuso e alla portata di tutti. Il settore turistico, in particolare i&nbsp;<em>policy makers&nbsp;<\/em>del turismo, deve contribuire alla costruzione di una strategia coerente, che spinga a valorizzare le potenzialit\u00e0 endogene delle aree interne entro un\u2019ottica di utilizzazione non dissipativa delle risorse locali.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-9092afa9-f25e-4d5c-aaea-9e33ed787ebe\"><em>Dialoghi Mediterranei,<\/em>&nbsp;n. 47, gennaio 2021<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-f1a62f3f-96cb-4030-9d41-ecfd67e396e6\"><strong>Note<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-289905db-7ab2-4668-b5b0-7d98b1e25019\"><a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_ednref1\">[1]<\/a>&nbsp;L. Tissot,&nbsp;<em>Il turismo: dal pellegrino al Club Mediterran\u00e9e<\/em>, in&nbsp;<em>Storia d\u2019Europa<\/em>, vol. V, Einaudi, Torino, 1996: 569-587.<\/h6>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-073e5e35-960b-418d-90d1-9c6636067011\"><a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_ednref2\">[2]<\/a>&nbsp;www.unwto.org<\/h6>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-49be2fff-7afe-4079-9523-1e9ca0519614\"><a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_ednref3\">[3]<\/a>&nbsp;A. Berrino,&nbsp;<em>Storia del turismo in Italia<\/em>, Il Mulino, Bologna, 2010.<\/h6>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-554d3d6b-a183-43b8-b199-0146a90849bf\"><a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_ednref4\">[4]<\/a>&nbsp;P. Battilani,&nbsp;<em>Vacanze di pochi, vacanze di tutti. L\u2019evoluzione del turismo europeo<\/em>, Il Mulino, Bologna, 2001.<\/h6>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-f085ce0d-3cf2-4f71-bd4d-cbe21b7b64f5\"><a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_ednref5\">[5]<\/a>&nbsp;Ivi: 162-163.<\/h6>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-b21c221d-da07-4222-89d2-d975a63b8de9\"><a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_ednref6\">[6]<\/a>&nbsp;A. Simonicca,&nbsp;<em>Fra mobilit\u00e0 turistica e aree interne<\/em>, \u201cDialoghi Mediterranei\u201d, 2020, n. 46, (<a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it%29\/\">http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it)<\/a>.<\/h6>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-88e34459-3c8f-4b66-882a-b07d76fb4f09\"><a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_ednref7\">[7]<\/a>&nbsp;D.J. Timothy \u2013 S.W. Boyd,&nbsp;<em>Heritage e turismo<\/em>, a cura di R. Bonadei, Hoepli, Milano, 2007.<\/h6>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-619790ba-d4f5-44e7-ae19-fdf854e2ae7c\"><a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_ednref8\">[8]<\/a>&nbsp;Unesco,&nbsp;<em>Convention Concerning the Protection of the World Cultural and Natural Heritage<\/em>, Santiago, 16 novembre 1972.<\/h6>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-7b1809a2-5575-408b-8004-83af1bb86566\"><a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_ednref9\">[9]<\/a>&nbsp;Conferenza Mondiale sul Turismo Sostenibile,&nbsp;<em>Carta di Lanzarote per un turismo sostenibile<\/em>, Spagna, 27-28 aprile 1995.<\/h6>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-fd6330aa-954c-4700-9175-90b5bc4e4c25\"><a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_ednref10\">[10]<\/a>&nbsp;M. Marchetti, S. Panunzi, R. Pazzagli (a cura di),<em>&nbsp;Aree interne. Per una rinascita dei territori rurali e montani<\/em>, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2017.<\/h6>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-8482462b-e649-47b5-a756-c4d538df78a1\"><a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_ednref11\">[11]<\/a>&nbsp;A. Brilli,&nbsp;<em>Il viaggio in Italia. Storia di una grande tradizione culturale<\/em>, Il Mulino, Bologna, 2006.<\/h6>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-e4bb3f61-2a82-4312-8853-978c8889904b\"><a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_ednref12\">[12]<\/a>&nbsp;M. Meini (a cura di),&nbsp;<em>Terre invisibili. Esplorazioni sul potenziale turistico delle aree interne<\/em>, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2019.<\/h6>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-b4db0ec0-eec9-42a7-8e94-d5635991005a\"><a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_ednref13\">[13]<\/a>&nbsp;A. Magnaghi,&nbsp;<em>Il principio territoriale<\/em>, Bollati Boringhieri, Torino 2020.<\/h6>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-9a16f62f-921e-4015-bb1b-1079aecef771\"><a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_ednref14\">[14]<\/a>&nbsp;A. Simonicca,&nbsp;<em>Fra mobilit\u00e0 turistica e aree interne<\/em>, cit.<\/h6>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-34e1225b-8334-4036-943a-1c0d99a9a1d6\"><a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_ednref15\">[15]<\/a>&nbsp;M. Meini, M. Petrella,&nbsp;<em>La valutazione delle risorse con potenziale turistico<\/em>, in M. Meini (a cura di),&nbsp;<em>Terre invisibili<\/em>, cit.: 142.<\/h6>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-b43d48bf-ba73-40e5-bd30-13896d7d4f16\"><a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_ednref16\">[16]<\/a>&nbsp;G. Piovene,&nbsp;<em>Viaggio in Italia<\/em>, Baldini&amp;Castoldi, Milano, 2003: 569.<\/h6>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-7c262219-e499-4a0b-bebe-99716f87bcee\"><a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/territori-da-vivere-quale-turismo-nelle-aree-interne\/#_ednref17\">[17]<\/a>&nbsp;R. Pazzagli,&nbsp;<em>Terre sane. Il distanziamento da problema a opportunit\u00e0 per le aree interne<\/em>, \u201cDialoghi Mediterranei\u201d, 2020, n. 45 (<a href=\"http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it%29\/\">http:\/\/www.istitutoeuroarabo.it)<\/a>.<\/h6>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-eb6d5cd5-3ec6-4f27-8b3e-50f127d76539\">___________________________________________________________________________<\/h5>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-a7fa200d-a6f3-4244-a7a7-088ddfb2c26b\"><strong>Rossano Pazzagli<\/strong>, studioso delle aree interne, insegna Storia del territorio e dell\u2019ambiente all\u2019Universit\u00e0 del Molise. Esponente della Societ\u00e0 dei Territorialisti, \u00e8 direttore della Scuola di paesaggio \u201cEmilio Sereni\u201d presso l\u2019Istituto Alcide Cervi e fa parte della direzione di varie riviste, tra cui \u201cRicerche storiche\u201d e \u201cGlocale\u201d. \u00c8 autore di numerosi articoli e libri sulla storia del mondo rurale e sulla storia del turismo; con Gabriella Bonini ha recentemente pubblicato il volume&nbsp;<em>Italia contadina. 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