LE AREE INTERNE TRA ABBANDONI E RICONQUISTE

Officine del levante si presenta

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di Laura Canale

Nel territorio in cui Officine opera, la Provincia di La Spezia, dalla Lunigiana al Tigullio, accanto a una strabiliante bellezza della natura e a potenzialità inespresse o mal espresse, esiste una situazione di carenza di spirito di comunità, soprattutto in tema di spopolamento dei borghi dovuto al fenomeno dell’overtourism, malsano e generatore di forti diseguaglianze sociali, specialmente economiche, che hanno portato anche attività quotidiane poco legate al territorio. 

Nel 2016 nasce la cooperativa di comunità Officine del levante, nel 2019 i soci deliberano di assumere la forma giuridica di Associazione di promozione sociale, seguendo il Codice del terzo settore, allo scopo di offrire strumenti di partecipazione e di cittadinanza attiva (la comunità), di progettazione in sussidiarietà (sviluppo delle potenzialità), in particolare contro le diseguaglianze culturali – musica teatro letture riflessioni e didattica – (esempi di etica e trasparenza nei contratti, nei pagamenti, nella organizzazione, nelle reti di associazioni…): in sintesi, EDUCAZIONE CIVICA APPLICATA.

Sussidiarietà partecipazione e cittadinanza attiva sono tra i primi obiettivi dell’associazione di promozione sociale Officine del levante, già realizzati, seppure parzialmente, con progettazione, dibattiti pubblici, patti e apporto di cultura di grande qualità. Accompagnati costantemente da Etica e trasparenza.

Per primi abbiamo sperimentato da aprile lo streaming, che consente una moltiplicazione, anche nel tempo, a decine di migliaia di fruitori delle dirette registrate e della didattica (nel 2020 più di 50.000 nelle quattro settimane successive al Festival delle Geografie, 10.000 per il Festival musicale estivo e un migliaio per il recente Sapori e Storie verticali): il digitale ha fornito una grande opportunità.

Quanto più propriamente al riabitare, risulta fondamentale portare un contributo a quei territori litorali, che si sono spopolati per far posto ad abitazioni per turisti del tutto anonime, con codice di ingresso e no breakfast.

Qui il riabitare costituisce un riappropriarsi e un riequilibrare da parte di comunità disgregate.

I dati recentemente raccolti dal Parco nella fase di costruzione del regolamento e, soprattutto, del piano di sviluppo socioeconomico hanno portato alla redazione di analisi SWOT e visione 2030, in cui è emerso in modo univoco che una delle priorità principali risiede nella urgenza e nella necessità di ripopolare i borghi.

In tutte queste zone litorali, pensando anche a Bonassola, comune con il record nazionale di seconde case, e Framura, villaggio verticale con molte specificità, ma che per definizione non consentono la creazione di una comunità, va ripensato l’abitare, in termini, pertanto, soprattutto di comunità.

Naturalmente la necessità prima risulta quella di mantenere un territorio prezioso, per fortuna arricchito di strepitose iniziative eroiche, specie in agricoltura, che necessita di supporto.