LE AREE INTERNE TRA ABBANDONI E RICONQUISTE

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14 Gennaio 2021 ITALIA IN GOAL – NEXT GENERATION EU

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Siamo in una fase di passaggio molto delicata e gli effetti economici e sociali della pandemia da COVID-19 sono in parte noti e in parte non prevedibili. “Non ne usciremo come ne siamo entrati”, “Cambierà tutto”. Sarà proprio cosi? Ci saranno le condizioni per renderci migliori e rendere migliore il futuro dei nostri figli?
Domande semplici che offrono una traccia per un ragionamento anche alla luce delle ingenti risorse messe a disposizione dall’Unione Europea. Ma non solo.
Siamo dentro una crisi che offre spazi democratici più larghi rispetto al passato sia in termini istituzionali che di opinione pubblica. Il 2020 è stato l’anno della pandemia da Covid 19, di una risposta forte dell’Unione Europea ma anche il il quinto compleanno della’enciclica “Laudato Si’” di Papa Francesco, dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile promossa dall’ONU e di COP21 a Parigi. Nel 2021 ci sarà COP26 e l’Italia sarà protagonista del G20.
Un quadro quindi che segna una forte crisi ma anche opportunità; forti squilibri e diseguaglianze che potrebbero aumentare se non ci sarà una transizione giusta. L’Italia è il Paese che potrà drenare più risorse anche per effetto dei suoi divari: tra nord e sud, ma anche tra i “centri”e i “margini”, tra città ed aree interne, tra pianura e aree appenniniche, di montagna, di alta collina. Proprio queste aree che negli ultimi 20 anni hanno vissuto uno spaventoso calo demografico sembrano essere quelle più resilienti anche per aiutare le città a rigenerarsi. Quindi una visione di Paese è necessaria. Siamo pronti?
Ovviamente il progetto che stanno elaborando Fondazione Appennino e The Data Appeal Company, individuato tra le migliori 44 buone pratiche di ASviS nel rapporto presentato il 15 dicembre 2020, può essere uno strumento utile per programmare e pianificare, misurare e valutare la sostenibilità e l’impatto delle scelte pubbliche e private.