LE AREE INTERNE TRA ABBANDONI E RICONQUISTE

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La Montagna del latte

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“La Montagna del Latte”, area pilota SNAI dell’Appennino Reggiano ha incontrato nel suo cammino i ragazzi della sede romana della John Cabot University. A promuovere l’incontro tra una comunità montanara fortemente radicata nel locale (ma attenta a quel che succede nel mondo e alle relazioni, anche di ampio raggio, che danno valore alle peculiarità del locale) e il giovane pubblico internazionale di una prestigiosa istituzione accademica americana, l’Associazione Riabitare l’Italia con la sua direttrice Sabrina Lucatelli.

Il contatto con Silvia Pulino e poi con Antonella Salvatore, docenti della JCU, ha consentito di dedicare un semestre del corso di Made in Italy dell’Università a costruire un ipotetico (ma non troppo) progetto di commercializzazione sui mercati internazionali del Parmigiano Reggiano di Montagna, prendendo spunto dal Progetto di Filiera per la valorizzazione del prodotto sviluppato in ambito SNAI ed efficacemente sostenuto dal Piano di Sviluppo Rurale della Regione Emilia Romagna.

Il lavoro di gruppo del corso, aperto lo scorso 4 febbraio da una presentazione agli studenti dei contenuti del progetto sviluppato nell’Appenino Reggiano da parte degli attori locali, si è concluso il 5 maggio con una videoconferenza nella quale sono stati presentati gli esiti del percorso di ricerca e progettazione intrapreso dagli studenti.

Risultati sintetizzati in un bel documento “Parmigiano Reggiano: United States Expansion Plan” curato da Julio Caballeero, Leonardo Efrati e Izabella Nikolova che, partendo dall’analisi del mercato statunitense (Country Analysis) e dalle sfide culturali e competitive con cui fare i conti (Cultural and competitive Challenger), si avventura a disegnare una strategia di (rafforzamento della) penetrazione sul mercato (Entry Strategy: Export) e dello sviluppo della identità del prodotto (Brand identity developement: Prodotto di Montagna).

Una analisi attenta e acuta e un approccio creativo alla valorizzazione del prodotto che non ha mancato di cogliere l’interesse professionale del Consorzio di Tutela del Parmigiano Reggiano, che si è espressamente dichiarato intenzionato a proseguire il contatto e a sviluppare la collaborazione.

Una esperienza di grande interesse che conferma l’intenzione della intera coalizione sociale della Montagna del Latte (e della Unione Montana che la promuove e la coordina) di investire attenzioni e risorse sulla formazione terziaria e la ricerca e di rafforzare un campo esteso di relazioni internazionali che diano una concreta dimostrazione di come un approccio glocale può contribuire non poco alla rigenerazione della Montagna e delle Aree Interne del Paese nella stagione della Transizione Digitale ed Ecologica.