LE AREE INTERNE TRA ABBANDONI E RICONQUISTE

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Vivere e restare in un’area interna: Bova

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Al centro dell’area interna dell’Aspromonte grecanico, nella bellissima Calabria meridionale, la coalizione locale attiva a Bova ha efficacemente contrastato lo spopolamento. Attorno, alcuni tra i luoghi più critici d’Italia.

La storia parte da lontano, all’inizio degli anni ’90 del secolo scorso, quando si decise di non delocalizzare il paese sulla costa, proprio mentre tante altre comunità usavano risorse pubbliche per trasferire interi paesi dell’Aspromonte colpiti da inondazioni e terremoti nei decenni precedenti.

Si pensava, e a questo pensiero corrispondevano leggi e incentivi finanziari, che per i luoghi montani, in particolare quelli colpiti dai traumi del dissesto idrogeologico, non ci fosse altro destino che l’abbandono. Spostarsi sulla costa sembrava essere l’unico futuro possibile.

A Bova si cominciò a pensare diversamente, a partire dall’intuizione che le risorse presenti, quelle naturalistiche e dell’antico abitato, potessero costituire una motivazione a restare. L’incontro con energie esterne – l’Università, il movimento per la costituzione del Parco Nazionale, viaggiatori italiani e stranieri attratti dalle caratteristiche paesaggistiche e culturali uniche di un Aspromonte dove ancora si conservava un’antica lingua greca – spinse prima molti cittadini, poi molte istituzioni locali ad organizzarsi per non abbandonare. E si organizzò una prima accoglienza diffusa: ospitare nelle case i viaggiatori e dare loro occasione di riposo e ristoro. Nell’incontro con presenze e culture esterne e diverse, nacque la consapevolezza delle proprie peculiarità e del valore delle risorse locali.

Fu l’inizio di un lungo percorso di valorizzazione del patrimonio locale, fisico e culturale, per resistere alle spinte, fortissime e tutt’ora presenti, allo spopolamento.

A Bova, le risorse pubbliche sono state utilizzate creativamente nel tempo per riqualificare l’abitato, pubblico e privato, le infrastrutture e il patrimonio culturale immateriale. Negli anni un’azione di coinvolgimento ha creato una rete persistente che ha riunito, in configurazioni sempre diverse, attori pubblici e privati: Comune, GAL Area Grecanica, Parco Nazionale dell’Aspromonte, associazioni culturali su lingua e cultura grecanica, la Cooperativa San Leo e tanti altri operatori dell’accoglienza e del turismo lento.

Questa rete, pur attraverso i necessari cambiamenti politici e istituzionali (si veda, da ultima, l’esperienza SNAI di Area Grecanica), ha catalizzato risorse proprie e captate da varie fonti e le ha indirizzate, con continuità e creatività, verso una visione condivisa di cambiamento: far nascere e prosperare nuove attività fondate sulle energie presenti nell’area, soprattutto in vista di un turismo sostenibile, culturale e con una grande attenzione ai servizi di cittadinanza. Un esempio particolare di qualità istituzionale e sistematica cooperazione.

Per saperne di più leggi la valutazione condotta per la coalizione locale:

La valutazione per Bova ha usato l’approccio REVES
che mette al centro dell’indagine lo sguardo dei soggetti che, a livello locale, portano avanti una visione di cambiamento (Tagle, L., & Celano, S. (2018). Reverse Evaluation to Enhance Strategies (REVES): Place-based evaluation of central policies: Evaluation, 24(3). https://doi.org/10.1177/1356389018783846).

Trovi le altre valutazioni locali (per Castel Volturno e per il Salento) qui: https://www.valutazionecoesione.it/valutazioni/valutazione-diretta.html