LE AREE INTERNE TRA ABBANDONI E RICONQUISTE

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La carica dei 1000 comuni per mettere insieme, servizi, trasporti e scuola

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Tra i vari servizi associati, alcune aree hanno puntato sull’organizzazione generale delle amministrazioni, altre hanno associato il Catasto, la pianificazione urbanistica, la Protezione Civile.

Lo avevano già capito gli antichi romani: quanto più il gruppo è compatto, tanto più si ottengono risultati. Lo hanno capito anche i sindaci dei territori impegnati nell’ambito della Strategia nazionale per le aree interne, che hanno scelto di fare fronte compatto per affrontare un problema complesso come l’inesorabile abbandono delle aree interne del nostro Paese. Del resto ad un’impresa di tale portata, non poteva che corrispondere una politica pubblica con una strategia di sviluppo ampia, articolata e di per sé complessa da gestire, visto anche l’impoverimento occupazionale delle amministrazioni locali.

Ad una situazione già in origine complicata, si è aggiunta l’emergenza pandemica che ha inferto un altro colpo alla tenuta sanitaria, oltreché economico-occupazionale delle aree fragili del Paese. Eppure la scelta di camminare insieme, coraggiosamente messa in campo da centinaia di sindaci di questa parte d’Italia, ha sortito risvolti positivi persino in era Covid, arrivando in certi casi a fare “scuola” alle grandi città, soprattutto sul versante sanitario con originali vie alternative all’ospedalizzazione e la medicina di prossimità.

© La Stampa