LE AREE INTERNE TRA ABBANDONI E RICONQUISTE

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L’Associazione Biblioteca Verde e l’apertura de “U CINEMITTU”

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 L’istituzione dell’Associazione Biblioteca Verde, a Longone Sabino, con l’organizzazione di dibattiti, escursioni, presentazioni di libri e workshop con scrittori/scrittrici ed espert*, ha offerto non solo la possibilità di creare un movimento endogeno territoriale, ma anche l’opportunità di scambi culturali al di fuori del luogo geografico.

Da questo impegno costante è nata l’idea di far proiettare il film “Le Otto Montagne”, in collaborazione con gli attori protagonisti Luca Marinelli e Alessandro Borghi. L’evento ha ottenuto un sorprendente successo, che ha sconfinato oltre il territorio comunale, confermando quanto sia necessario cercare degli spazi che creino opportunità di riflessione, dibattito e collettività, attraverso il cinema e l’arte.

Il primo spazio ad aprire è stato un piccolo locale destinato a proiezioni cinematografiche: U CINEMITTU, il più piccolo cinema d’Italia e d’Europa, che conta 12 posti, disposti sui lati della stanza con sedute di legno degli anni ’20 e con affisse ai muri stampe dell’epoca. U Cinemittu, da due anni, offre proiezioni di film tutti i sabati sera e la domenica pomeriggio con film di animazione dedicati ai bambini, una realtà che è diventata spazio rappresentativo di una capacità sociale e culturale singolare. Non solo: ha già dato vita a numerosi incontri con registi di documentari sulle aree interne o a carattere ambientale e ha anche consentito la riapertura di un altro luogo storico di aggregazione, l’Antica Osteria, dove i paesani tornano a trascorrere i pomeriggi a giocare a carte, bere un bicchiere di vino e terminare la giornata con un piatto della cucina tradizionale preparato da Maria, una signora del paese.

 La comunità di Longone è stata parte attiva di questi progetti: alcun* resident* hanno ricoperto a turno ruoli sia nella gestione del Cinemittu e dell’Osteria sia nell’organizzazione degli eventi e i/le giovani del territorio si sono offert* volontar* per le attività svolte, avviando un circolo virtuoso tra il fascino delle tradizioni e l’entusiasmo giovanile, che dimostra come la risorsa economica non sia sufficiente a creare benessere e sviluppo e quanto invece sia necessaria la risorsa intellettuale, che faccia da volano per prospettive concrete.

Grazie a queste iniziative è più facile immaginarsi un futuro in questi territori in cui (ri)abitare e iniziare un percorso di sviluppo anche economico. Da queste esperienze, infatti, si stanno avviando anche un Ostello e un Forno Popolare, che generano opportunità di inclusione e di economia circolare e civile. 

U CINEMITTU ha rappresentato l’inizio, un’idea quasi utopica, ma la sua realizzazione e la partecipazione attiva e consapevole della comunità e di chi ha creduto nel progetto ha portato alla realizzazione di ulteriori e diverse opportunità, per un riabitare del territorio che sta diventando una “buona pratica”, sempre più diffusa.

 Longone Sabino, a circa 90 km da Roma, situato tra le Valli del Salto e del Turano (Alta Sabina), comprende anche altre tre frazioni: San Silvestro, Roccaranieri e Frassinoro, registrando un elevato indice di spopolamento tipico delle Aree interne della dorsale appenninica italiana. 

Il territorio, legato da aspetti storici e culturali che superano i rigidi margini amministrativi, vive una percepibile contraddizione nella sua rappresentanza politica, rendendo più affannoso la realizzazione dei propri bisogni e la soddisfazione dei diritti di cittadinanza.

Longone Sabino, nonostante le problematicità geografiche, risulta più attrattivo rispetto alle altre località vicine, sia per la posizione strategica con la capitale, raggiungibile dalla Salaria senza dover passare per Rieti sia per la sua peculiare storicità: il municipio, infatti, è appartenuto allo Stato Pontificio dal XIV al XVIII secolo. 

È stato poi dominio francese e, coincidenza curiosa, anche oggi, nel 2026, è governata da una fiera sindaca francese, Valèrie Louis Francois, che amministra con cura il territorio, ricco di risorse ambientali e storiche, affrontando le sfide che possano portare, nel medio-lungo periodo, a condizioni di vita migliori.

Come quasi tutti i territori in aree interne, si registra un forte squilibrio generazionale, che rende difficoltoso individuare motivi concreti di convincimento a restare, di fronte a una rarefazione dell’offerta di servizi e a una visione disillusa di immaginarsi proiettati in un futuro. Nell’avvicendarsi di queste difficoltà, si è registrata negli anni recenti un’inversione di tendenza: nasce l’Associazione BIBLIOTECA VERDE, con gli scopi di affrontare tematiche sensibili e sentite dal territorio, come lo spopolamento e l’ambiente, e di rivitalizzare il paese creando centri di interesse artistico-culturale che possano coinvolgere attivamente i paesani ed i neoresidenti.