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L’Università degli Studi dell’Aquila e il progetto “Territori Aperti”

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Con tre centri di eccellenza, sette dipartimenti e linee di ricerca che spaziano dalle scienze mediche all’informatica, dall’ingegneria alle scienze sociali e umane, fino alla matematica, la fisica e la biologia e biotecnologia, l’Università dell’Aquila si presenta, tra gli Atenei di medie dimensioni d’Italia, con una forte vocazione alle applicazioni, al radicamento nel territorio e, al tempo stesso, all’internazionalizzazione.
Alcuni ottimi risultati nelle graduatorie internazionali (THE Impact valuta l’Ateneo aquilano all’80° posto su mille atenei valutati, mentre Green Metric lo piazza al 40° su mille), consolidano l’idea di un Ateneo giovane, con molte potenzialità da manifestare e cogliere.
L’Università dell’Aquila ha adottato un Piano strategico 2020-2025 ispirato a obiettivi di sviluppo sostenibile, giustizia sociale e apertura internazionale. Un’attenzione specifica è riservata alle iniziative per contribuire allo sviluppo delle aree interne. Tra queste si colloca il progetto “Territori Aperti”, nato da un’idea condivisa tra il Comune e l’Università dell’Aquila e attivato grazie a un finanziamento del Fondo Territori Lavoro e Conoscenza, costituito con una sottoscrizione tra i lavoratori iscritti a CGIL, CISL e UIL, che sta dando vita a un centro di documentazione, formazione e ricerca, basato su tecniche avanzate di analisi dei dati, applicate a tutti gli aspetti della prevenzione e della gestione dei disastri naturali, nonché dei processi di ricostruzione e sviluppo delle aree colpite. La denominazione di “Territori Aperti” intende sottolineare l’idea che le sue attività siano basate sulla collaborazione con altri sistemi territoriali esposti ai rischi delle calamità naturali, in uno spirito di condivisione sociale dei dati, dei metodi analitici e delle competenze generate dal progetto, secondo l’approccio della Open Science e della partecipazione informata dei cittadini alle scelte politiche.

https://territoriaperti.univaq.it